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EXE.IT, l’informatica che non inquina

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marzo 10 , 2017 |

EXE.IT, l’informatica che non inquina

IMPRESE & PERSONE / A Castel San Pietro c’è l’unico data center del sud Europa certificato a emissioni zero

DA LISBONA ad Atene l’unico data center che nel sud dell’Europa non emette anidride carbonica, e dunque che non inquina, è a Castel San Pietro. Nel resto dell’Europa ce ne sono altri sei, tutti concentrati nel nord. Nel nostro territorio la rarità porta l’insegna Executive Service, che dallo scorso aprile ha preso anche il nome EXE.IT, per sottolineare il fatto di essere diventata una B-Corp (Benefit corporation), ovvero una società attenta all’ambiente e alla comunità. «I consumi energetici dei data center – spiega l’amministratore delegato di EXE.IT, Gianni Capra, che nel 1988 ha fondato l’azienda assieme alla moglie – rappresentano una delle principali fonti di inquinamento del pianeta e di costo per le aziende. Tre e-mail generano la stessa anidride carbonica prodotta percorrendo un chilometro in auto. Un server ogni anno da una a cinque tonnellate di anidride carbonica. Internet inquina quanto l’intera aviazione civile mondiale. Sul cento per cento di emissioni totali in Europa, che comprendono allevamenti intensivi, riscaldamenti civili e industriali, aviazione trasporto su gomma raffinerie e acciaierie, la quota di maggioranza relativa, circa il sei per cento, spetta proprio ai data center».

Da qui l’idea di realizzare, in occasione dei 25 anni di attività, una struttura in grado di autoprodurre l’energia elettrica necessaria ad alimentare i server contenuti nel data center. La sede è stata trasferita da Bologna a una nuova struttura realizzata due anni fa in via Meucci. Sul tetto, l’impianto fotovoltaico da 80 kilowatt riesce a garantire il fabbisogno energetico, cedendo anche un surplus alla rete esterna. La struttura in legno garantisce l’isolamento acustico e termico. «Le nostre macchine – prosegue Capra, mostrandoci il cuore operativo dell’azienda – lavorano a circa dieci gradi in più rispetto alla media e questo ci consente di utilizzare un sistema di raffrescamento (free cooling) che per i quattro quinti dell’anno non prevede l’uso di condizionatori, altamente inquinanti, ma sfrutta i moti convettivi dell’aria».

Oggi il data center di EXE.IT ospita circa duemila server, 1800 siti web, 20mila caselle di posta elettronica, 800 utenti in outsourcing, circa 500 server virtuali. Se si acquista online un biglietto per le scuderie del Quirinale, per i concerti del Festival di Spoleto o per visitare la Biennale di Venezia, il flusso di dati transita da Castel San Pietro. Dal 2016 EXE.IT è anche una azienda certificata Bioagricert, uno dei principali enti certificatori del mondo bio. «Abbiamo impiegato due anni e mezzo per arrivare a una certificazione vera di emissioni zero Green Cloud Certified – dice con soddisfazione l’Ad -. Grazie a questo, ai clienti ospitati nel nostro data center oggi possiamo rilasciare gratuitamente sub-certificati, con un numero identificativo univoco per ognuno di loro. Avere un certificato di qualità è sempre più importante e sta riscuotendo interesse, soprattutto da parte delle aziende italiane che esportano. Finora ne abbiamo emessi circa 400. Abbiamo la primogenitura di questo sistema, ma non più l’unicità e anzi vogliamo che questo modello si diffonda». La filosofia green di EXE.IT, però, va oltre il rispetto per l’ambiente, coinvolge anche l’ambiente di lavoro e i dipendenti, ad oggi una ventina.  La struttura infatti ospita  una palestra, per attività di yoga, danza o tai chi, una biblioteca con sala relax, una sala musica con cabina di regia per eventi live e… sei orti. «È una attività molto rilassante – motiva -. Ne ricaviamo pomodori, zucchine, peperoni, cipolle in quantità, che raccogliamo e lasciamo alla reception a disposizione di chi passa». Di prossima realizzazione anche una mensa-taverna al piano interrato, dove poter organizzare delle cene con amici fuori dall’orario di lavoro. A dimostrazione che la quarta rivoluzione industriale può anche essere a misura di uomo.

fonte: di Lorena Mirandola, Sabato Sera, 02/03/2017

 


Breve glossario digitale

Cloud (nuvola). Luogo virtuale dove collocare e condividere i propri dati. Il vantaggio è che in questo modo i dati sono accessibili da qualunque postazione dotata di connessione Internet e quindi possono essere condivisi tra colleghi che si trovano in luoghi diversi. Lo svantaggio è invece quello di esporre al mondo intero le informazioni condivise. Di solito, infatti, i cloud tradizionali (ad esempio Dropbox, Gdrive, Skydrive) non danno indicazioni su dove vengono conservati i dati e non garantiscono la privacy. Utilizzare un cloud tradizionale per condividere formulazioni o progetti aziendali è rischioso. Difficile anche far valere i propri diritti, poiché se i dati sono collocati all’estero, vale la legislazione di quel Paese. La legislazione italiana in proposito è tra le migliori. A differenza dei cloud tradizionali, EXE.IT fornisce servizi cloud con la garanzia che i dati sono collocati su server italiani.

Data center (centro dati). Stabilimento contenente un insieme di server. Oggi attraverso i data center passa ogni forma di comunicazione: telefonia, tv, radio, musica, audiovideo, posta elettronica, siti web, sms, youtube…

Disaster recovery (recupero dopo un disastro). In caso di emergenza, è il sistema di sicurezza che permette a una azienda di ricominciare a lavorare subito dopo in qualsiasi altro luogo purché dotato di computer e linea Internet. In concreto, si tratta della replica della struttura informatica della propria azienda, che comprende non solo la copia dei dati (in gergo tecnico backup), ma anche dei software gestionali necessari a leggere tali dati.

Full outsourcing (approvvigionamento esterno completo delle infrastrutture informatiche). Servizio esterno che si occupa di gestire tutto il sistema informatico presente in una azienda, che comprende macchinari (hardware), sistemi operativi e programmi che fanno funzionare i macchinari (software), rete, processi e manutenzione, dietro pagamento di un canone mensile che di solito tiene conto dell’utilizzo effettivo del servizio (pay per use) e del numero di addetti dell’azienda. Un esempio pratico di full outsourcing è rappresentato dall’azienda bolognese Bsd, che commercializza i frigoriferi Liebherr nei canali della grande distribuzione organizzata (Media World, DgGroup, Comet, ecc.). «Nel 2006 – spiega Gianni Capra, amministratore delegato di EXE.IT – fatturava 11 milioni di euro, in dieci anni hanno praticamente triplicato i risultati e il merito riteniamo sia un po’ anche nostro. A Bsd abbiamo fornito il sistema digestione aziendale completo. Oggi l’e-commerce transa il cento per cento degli ordini, e circa 15 mila fatture all’anno. Inoltre, abbiamo realizzato vari sistemi di Electronic data interchange (Edi), abbiamo cioè collegato i sistemi informativi di Bsd con i negozi della grande distribuzione e con il sistema informativo del corriere Dhl».

Hosting (ospitare). Servizio che consiste nel posizionamento di un sito web su un server collocato all’interno di un data center, per renderlo così accessibile ai suoi utenti attraverso la rete Internet.

Housing (accogliere in casa). Collocazione fisica dei server aziendali all’interno di un data center esterno all’azienda.

Server (fornitore di servizi). Computer o programma che fornisce i dati richiesti da altri elaboratori, facendo quindi da snodo per la trasmissione delle informazioni virtuali.

Virtual private server o VPS (server virtuale privato). Un’azienda può decidere di rinunciare ad avere un server fisico e di virtualizzarlo, collocandolo in una macchina contenuta in un data center esterno, «In questo modo – conclude Capra – il computer del proprio ufficio; così come qualsiasi altro computer, diventa un semplice mezzo per raggiungere il cuore informatico posizionato nel data center. Si tratta di un mercato attualmente in crescita».


 


ico_pdf_downloadSabato Sera, 02/03/2017 – 02 marzo 2017